Episodio 19 - 05/03/2021

Mar 5, 2021 · 5m 50s
Episodio 19 - 05/03/2021
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Facebook: https://www.facebook.com/larno.it Twitter: @arno_it 1) GIOVANE 17ENNE IN COMA ETILICO IN PIENO GIORNO 2) DISAGIO GIOVANILE FUORI CONTROLLO 3) DIDATTICA A DISTANZA, LE PROTESTE DEI GENITORI 4) FIAMME DALLA BOMBOLA,...

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Facebook: https://www.facebook.com/larno.it
Twitter: @arno_it
1) GIOVANE 17ENNE IN COMA ETILICO IN PIENO GIORNO
2) DISAGIO GIOVANILE FUORI CONTROLLO
3) DIDATTICA A DISTANZA, LE PROTESTE DEI GENITORI
4) FIAMME DALLA BOMBOLA, SALVA PER MIRACOLO
5) DALLA SPAGNA A FIRENZE A CACCIA DEL PADRE MAI VISTO

BACKGROUND MUSIC
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I LINK AGLI ARTICOLI
https://www.quilivorno.it/news/cronaca-nera/coma-etilico-17enne-trasportata-in-ospedale/
https://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2021/03/04/news/diciassettenne-soccorsa-in-coma-etilico-nel-parco-della-leccia-1.39983014
https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/21_marzo_03/sindaco-firenze-nardella-il-disagio-giovanile-sta-aumentando-dismisura-db06a1ae-7bf6-11eb-abe9-00d070392cf2.shtml
http://www.notiziediprato.it/news/la-scelta-della-dad-al-100-non-piace-a-presidi-e-famiglie-divisi-gli-studenti
https://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2021/03/04/news/fiamme-dalla-bombola-e-la-casa-va-a-fuoco-quasi-illesa-la-proprietaria-e-un-miracolo-1.39981896
https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/21_marzo_04/dalla-spagna-firenze-cerca-padre-mai-visto-vorrei-fargli-sapere-che-esisto-dfb774ee-7d09-11eb-8ae0-28e344f62ca5.shtml

SCRIPT
Buongiorno, buon pomeriggio, buonasera, ovunque voi siate, comunque ci ascoltiate, benvenuti ad una nuova puntata di What’s Up Tuscany, il podcast quotidiano dell’Arno dove troverete le storie più interessanti di oggi, Venerdì 5 marzo 2021, selezionate dalla nostra redazione. Mi raccomando, iscrivetevi, condividete questo podcast e fateci sapere cosa ne pensate sulla pagina Facebook dell’Arno o su Twitter.

Iniziamo oggi con una serie di notizie che descrivono bene il grave disagio che sta colpendo ampie fasce della popolazione giovanile nella nostra regione. Ieri sera, ennesima storia di un pomeriggio alcoolico che poteva trasformarsi in tragedia. Come leggiamo su QuiLivorno, una ragazza livornese di 17 anni è stata trasportata in ospedale d’urgenza dopo esser stata trovata in coma etilico in pieno giorno. L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di giovedì ai giardinetti del parco della Leccia, dove la ragazza aveva passato buona parte della giornata bevendo assieme a degli amici. Alla fine, ha perso i sensi, accasciandosi su una panchina. Per fortuna il rapido intervento dei sanitari ha evitato la tragedia, la giovane si è ripresa ed è stata trasferita in reparto, ma comunque questo resta un segnale di un disagio forse sottovalutato da molti. Qualche autorità sembra finalmente rendersi conto della gravità del problema. Come leggiamo sul Corriere Fiorentino, giovedì è stato il sindaco di Firenze a lanciare l’allarme. Secondo Dario Nardella sarebbero aumentati a dismisura i casi di tentato suicidio, autolesionismo e, in generale, problemi di natura psicologica. Allarme condiviso dal direttore dell’Ospedale Meyer Alberto Zanobini. “Stiamo osservando un trend che temiamo sia la punta dell’iceberg di un malessere sommerso. Vediamo sempre più forme di autolesionismo, disturbi del comportamento alimentare, del sonno, fino ad arrivare ai tentati suicidi. È un fenomeno che si inserisce su uno strato di fragilità sociale già esistente, che la pandemia ha acuito. La prima fase dell’emergenza sanitaria è stata sorretta dalla convinzione che sarebbe andato tutto bene, poi si è visto che le cose non andavano proprio così e questo sta procurando i suoi effetti. Il disagio dei giovani sarà il problema del futuro, bisogna trovare le strade per affrontarlo”. Ad aggravare questa crisi potrebbe intervenire la chiusura delle scuole in caso di zona rossa, come previsto dall’ultimo DPCM. Secondo l’articolo riportato da Notizie di Prato, molti genitori non ci stanno ed hanno deciso di passare dalle parole ai fatti, bombardando la casella di posta elettronica del Governatore Giani. I membri del comitato Priorità alla Scuola hanno inviato centinaia e centinaia di e-mail, annunciando anche uno sciopero per il 26 marzo. Altri invece hanno appeso cartelloni ai cancelli di varie scuole, chiedendo che rimangano aperte. A far paura la didattica a distanza al 100%, che ha già causato grossi ritardi nei programmi e rischia di rovinare anche questo anno scolastico. Le opinioni sono molto diverse ma molti si dicono preoccupati da un possibile nuovo divieto di bocciature: a pagare, come al solito, sarebbero gli studenti, che accumulerebbero ritardi difficilmente colmabili prima di passare all’università. Una questione decisamente complicata, le cui ripercussioni rischiano di colpire un’intera generazione di giovani toscani.

Passiamo ora ad una storia a lieto fine che abbiamo letto sul Tirreno di Massa che sarebbe potuta finire molto peggio. Maria Luisa Drago, presidentessa del Centro Francescano di Massa, poco dopo le 9 di giovedì mattina è in cucina quando si accorge che la bombola nella stufa ha avuto un malfunzionamento. Nonostante i suoi tentativi, le fiamme dilagano rapidamente, alimentate dai molti libri e dalla lana dei materassi, che stava rifacendo. La studiosa 79enne ha rischiato di pagare con la vita la sua passione per la conoscenza. Dopo aver chiamato i Vigili del Fuoco ha provato a rifugiarsi in camera, al primo piano, ma è una mossa sbagliata. Quando vede le fiamme avvolgere la porta, capisce che non ha alternative: deve saltare in cortile. Un volo di poco più di quattro metri che la lascia miracolosamente quasi illesa. I vicini corrono per aiutarla ma lei fa capire di stare bene. I vigili del fuoco riescono a spegnere l’incendio ma i sanitari temono il peggio. Dopo aver allertato l’elisoccorso, i medici si rendono conto che, a parte qualche ustione al viso, Maria Luisa sta benissimo: nessuna frattura, solo tanta paura. La casa è devastata, i ricordi di una vita scomparsi ma lei è ancora viva. Un miracolo, dice lei. Siamo abbastanza d’accordo. Sarebbe potuta finire davvero molto peggio.

Chiudiamo la puntata di oggi con una storia curiosa che abbiamo letto sul Corriere Fiorentino giovedì sera, la vicenda di un giovane spagnolo a caccia del padre che non ha mai conosciuto. Sergio ha trent’anni ed ora vive in Svizzera ma la mente è concentrata su Firenze, dove cerca suo padre, che non ha mai conosciuto. “Non voglio chiedergli nulla, al contrario se lui avesse bisogno di me vorrei aiutarlo. Il mio obiettivo è solo conoscerlo, farmi conoscere, incontrarlo anche per una volta sola”. La vicenda di Sergio inizia nell’agosto 1989 quando, come molti giovani toscani, il padre di Sergio va in vacanza a Benicassim. L’uomo, che aveva circa 25 anni all’epoca, conosce Rosa: i due si piacciono e passano cinque giorni di “grande passione” assieme. Finita la vacanza, si tengono in contatto via telefono ma dopo due mesi Rosa si accorge di essere rimasta incinta. Dopo un litigio furibondo, la ragazza gli fa sapere di voler abortire ma cambia idea all’ultimo momento, senza dire nulla al padre, col quale non vuole più avere niente a che fare. Trent’anni dopo, Sergio si è deciso a ritrovare il padre, per risolvere questo mistero che lo ha perseguitato a lungo. “Non so nemmeno se immagina che io esista. Ho passato tutta la vita a chiedermi chi fosse, se avesse bisogno di aiuto. Mia madre mi ha dovuto raccontare di chi sono figlio, anche se lei aveva deciso di crescermi da sola. Vorrei sapere se è disposto ad incontrarsi con me, conoscerci, darmi un’opportunità di sapere chi è. Lo sto cercando con tutte le mie forze, ma più passa il tempo, più diventa rischioso. Non voglio perderlo senza averlo conosciuto”. Che dire? In bocca al lupo a Sergio nella sua ricerca, speriamo davvero che qualcuno possa aiutarlo a ritrovare suo padre.

Questo era tutto per oggi, sono Luca Bocci, ci sentiamo lunedì per una nuova puntata di What’s Up Tuscany, il podcast quotidiano dell’Arno dove troverete le notizie che, per noi, valgono bene una seconda occhiata. Ciao ciao gente!
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