Cettina Caliò "Memorie di un pazzo" Nikolaj Gogol'

Apr 17, 2024 · 21m 47s
Cettina Caliò "Memorie di un pazzo" Nikolaj Gogol'
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Cettina Caliò "Memorie di un pazzo" https://www.adelphi.it/catalogo/autore/449/nikolaj-gogol Traduzione di Serena Vitale Adelphi www.adelphi.it «Nikolaj Gogol’, il più strano poeta in prosa che la Russia abbia mai prodotto» (Vladimir Nabokov). «Confesso...

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Cettina Caliò
"Memorie di un pazzo"
Nikolaj Gogol'
Traduzione di Serena Vitale
Adelphi
www.adelphi.it


«Nikolaj Gogol’, il più strano poeta in prosa che la Russia abbia mai prodotto»
(Vladimir Nabokov).



«Confesso che da qualche tempo ho cominciato a vedere e sentire cose che nessuno ha mai visto o sentito». Così scrive nel suo diario il consigliere titolare Popriščin – funzionario di rango non elevato ma di grandi ambizioni, roso dal senso di inferiorità, dall’invidia verso più altolocati colleghi al servizio dello Stato –, che ritiene un privilegio l’incarico di temperare, una volta alla settimana, le penne d’oca di un superiore della cui figlia è segretamente innamorato. Nelle pagine che accolgono le sue frustrazioni e i suoi sogni di gloria si insinuano le sempre più assurde fantasie che lo abitano: mucche che comprano il tè, il carteggio tra due cagnoline dal quale apprende che la giovane amata andrà in sposa a un altro. Lo sdegno e un’impotente rabbia lo precipitano definitivamente nella follia («burocratica» questa, priva del demoniaco romanticismo che caratterizza l’insania del pittore nel Ritratto, un altro dei «racconti pietroburghesi» di Gogol’). Persa del tutto la ragione – ora si crede Ferdinando VIII, re di Spagna –, Popriščin viene rinchiuso in un manicomio, dove si occupa degli «affari di Stato» e si angoscia per la sorte della Luna. Dinanzi al suo delirio, alle grida strazianti per le «cure» brutali che gli vengono inflitte, anche a noi non resta che ripetere, come Popriščin: «Vabbè, vabbè, silenzio!». Un silenzio che verrà riempito dalla voce stridula e penetrante dell’Uomo del sottosuolo di Dostoevskij.

Cettina Caliò è nata a Catania nel 1973. Scrive poesia e prosa. Cura libri. Traduce dal francese. Ha pubblicato: Poesie (1995), L’affanno dei verbi servili (2005), Tra il condizionale e l’indicativo (2007), Sulla cruda pelle (2012), La forma detenuta (2018), Di tu in noi (2021).



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